Archive for gennaio 2011

L’Hotel Centrale e il turismo 2.0 :-)

gennaio 26, 2011

Il nostro Hotel è presente su tutti i portali di turismo 2.0 (Venere, Tripadvisor, etc…) e i commenti dei clienti sono sempre molto buoni… ma anche le critiche non ci spaventano: vogliamo migliorare sempre!!!

Buona Roma!

Foto di interni al centro di Roma: hotel romantico

gennaio 26, 2011

Foto di interni al centro di Roma. Ecco l’affascinante struttura dell’Hotel Centrale di Roma, posto a pochi metri dal centro storico della capitale. Struttura di fascino antico dopo il recente restyling offre le maggiori comodità tecnologiche a tutti i clienti con connessione a banda larga.

Il concerto “SOLO BLUE” di Claudio Baglioni a Roma il 24 febbraio 2011

gennaio 26, 2011

Il concerto “SOLO BLUE” di Claudio Baglioni a Roma si terrà il 24 febbraio 2011 alle ore 20.30 presso l’Auditorium in via della Conciliazione 4 – Roma.

Appuntamento da non perdere con lo storico mercato di Porta Portese

gennaio 24, 2011

Quello di Porta Portese è uno dei mercati storici della capitale, le cui origini sono da ricercare alla fine della Seconda Guerra Mondiale. All’epoca, infatti, la necessità di scambiare merce di seconda mano era molto sentita a causa delle condizioni economiche in cui versavano i cittadini. Sebbene la situazione odierna sia molto diversa, ancora oggi – nelle abitudini dei romani e dei molti turisti che affollano le vie della città – il mercato è rimasto un appuntamento imperdibile.
Aperto ogni domenica sin dalle prime luci dell’alba alle 14, si estende tra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense, fino ad allungarsi all’omonima Porta.
Sulle numerose bancarelle presenti si può trovare davvero di tutto e per tutte le tasche: dai mitici blue jeans ricordati da Claudio Baglioni nella sua famosa canzone, a vecchi ricambi di auto, biciclette, moto, fino ad arrivare a cosmetici, ombrelli, accessori con marchi (contraffatti); ma anche pezzi di antiquariato come quadri, libri e gioielli antichi.
Insomma, con un po’ di pazienza si possono scovare delle vere e proprie occasioni!

Il teatro Flaminio di Roma ospita 3 partite del “Sei nazioni” di rugby tra febbraio e marzo

gennaio 21, 2011

Sabato 5 e 26 febbraio e sabato 12 marzo, sempre alle 15.30, l’Italia del rugby giocherà allo Stadio Flaminio di Roma rispettivamente contro l’Irlanda, il Galles e la Francia. Le tre partite fanno parte del torneo “Sei nazioni” (oltre a quelle citate, gareggeranno per la vittoria l’Inghilterra e la Scozia), che, come ogni anno, si preannuncia ricco di azione. Gli appassionati di questo sport non potranno mancare a questo appuntamento, in cui le sei principali nazioni europee di rugby ingaggeranno un acceso campionato in vista del successo. Il torneo avrà inizio venerdì 4 febbraio 2011 in Galles e si concluderà sabato 19 marzo; novità di quest’anno sono i match serali, il primo e l’ultimo giorno, che si disputeranno alle ore 20.45. L’italiano Stadio Flaminio è il più piccolo tra quelli del torneo ma anche il più grazioso; costruito nel 1959 in vista dei giochi Olimpici di Roma del 1960, ha ospitato gli incontri della squadra italiana del Sei Nazioni fin dai suoi esordi, nel 2000. I fan del rugby non possono perdersi questa insostituibile chance di vedere giocare le grandi squadre, approfittando dell’occasione per visitare la città eterna.

Il Ghetto ebraico di Roma, crocevia tra storia, cultura, arte e gastronomia

gennaio 11, 2011

Tra i più antichi del mondo (è nato 40 anni dopo il primo in assoluto, quello di Venezia), il ghetto ebraico di Roma si trova sul Lungotevere de’ Cenci, davanti all’Isola Tiberina. E’ un luogo splendido e caratteristico che trasuda storia e arte. Sorto a metà del ‘500 nel rione Sant’Angelo accanto al teatro Marcello dopo la bolla di papa Paolo IV (che revocava tutti i diritti concessi agli ebrei romani ed ordinava l’istituzione del ghetto), in quanto gli Ebrei rappresentavano la maggioranza della popolazione del quartiere, è costituito da vicoli caratteristici, dalla Sinagoga e da chiese Cristiane che narrano una storia che parla di esclusione ma anche di convivenza e solidarietà, oltre cha da prelibati ristoranti di cucina Ebraica.

Si possono visitare la tardo ottocentesca  Sinagoga; il Portico di Ottavia, il complesso di cui oggi rimangono le colonne, che l’imperatore Augusto dedicò alla sorella; la chiesa di S. Angelo in Pescheria, sede delle prediche coatte durante il periodo del ghetto; piazza e palazzo Mattei, della potente famiglia che possedeva le chiavi dei cancelli del ghetto che venivano chiusi la notte; la Fontana delle Tartarughe, costruita a fine del 1500; la chiesa di S. Gregorio in Divina Pietà di cui si hanno testimonianze dal ‘400 e una targa che ricorda la terribile deportazione nazista degli Ebrei romani del 16 ottobre 1943.

Il quartiere è popolato da ristoranti tipici della cucina ebraica, che propongono, tra gli altri, i prodotti Kosher (quelli che, in seguito a lunghi  processi di controllo,  possono essere consumati dagli esponenti delle  Comunità Ebraiche e Musulmane) e i carciofi alla giudia (carciofi laziali, detti mammole, fritti nell’olio che assumono la forma di un fiore). Questi ultimi, divenuti tradizionali piatti della gastronomia romana, sono stati inventati proprio nel ghetto ebraico di Roma, dove venivano consumati nel periodo della ricorrenza di Kippur.

Van Gogh a Roma ancora per un mese

gennaio 11, 2011

Sarà aperta fino al 6 febbraio al complesso del Vittoriano (via di San Pietro in Carcere) la mostra “Vincent Van Gogh: campagna senza tempo e città moderna”. Le settanta opere esposte tra dipinti, acquarelli e opere su carta provengono dai maggiori musei del mondo ma anche da collezioni private. Sono la testimonianza di un genio assoluto che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte e nell’immaginario collettivo dell’uomo moderno e sono affiancate a trenta dipinti dei grandi artisti che gli furono di ispirazione tra i quali Millet, Pissarro, Cézanne, Gauguin e Seurat.

La mostra, curata da Cornelia Homburg e supportata da un Comitato Scientifico internazionale di grande prestigio, si ispira a due temi: la campagna e la città. La campagna è l’immagine del luogo senza tempo e l’iconografia più adatta a rappresentare l’aspetto dell’eternità alla quale Van Gogh anelava; immortalata tra campi di grano e nuvole rapide, è raffigurata come un ambiente fisso e immutabile dove non sembra ancora arrivata la rivoluzione industriale. La città, dipinta spesso di notte tra caffè all’aperto e cieli stellati, è invece il centro della vita moderna e del suo rapido movimento. L’artista olandese fu infatti uomo di città, desideroso di forgiare la propria identità artistica di pittore moderno; le vedute cittadine erano perciò destinate a esprimere la modernità del suo operare e nei sobborghi cittadini l’antico e il moderno si fondono. Dopo 22 anni Van Gogh è ritornato a Roma in veste di contadino e gentiluomo di città, come dimostrano i due autoritratti esposti.