Il Tevere, compagno fluviale nella storia di Roma, è a tratti navigabile e consente una visita della città attraverso l’acqua

Il Tevere, terzo fiume italiano per lunghezza, attraversa Roma ed è il ‘protagonista d’acqua’ della storia della città eterna; si parla di lui già nella leggenda della sua fondazione, con Romolo e Remo nella cesta, arenati sotto il ‘ficus ruminalis’ (da Rumon o Rumen, nome arcaico del fiume). “Non senza motivo gli dei e gli uomini scelsero questo luogo per fondare la Città… Un fiume comodo attraverso il quale trasportare i prodotti dell’interno e ricevere i rifornimenti marittimi…” scriveva invece Tito Livio parlando, a cavallo della nascita di Cristo, della fondazione della città. Servio (IV – V secolo d.C.) fa addirittura risalire il nome della città dal Tevere: Roma deriverebbe dal nome antico del fiume,  la cui radice è ‘ruo’, ‘scorro’ e Roma significherebbe quindi ‘città del fiume’. In antichità, lo stanziamento di Roma si colloca presso l’ultimo guado del Tevere, a poca distanza dal mare e soprattutto dalle saline; la via d’acqua tiberina, collegata con il mare, è stata da sempre il percorso più agevole e conveniente per i trasporti ed i commerci. In particolare, l’Isola Tiberina era il punto fin dove le navi antiche, di basso pescaggio, potevano risalire direttamente dal mare. Poco a valle dell’Isola fu costruito in legno (e tale rimase per diversi secoli) il primo ponte di Roma, il Ponte Sublicio. Il fiume era inoltre considerato una divinità, personificata nel Pater Tiberinus: la sua festa annuale (le Tiberinalia) veniva celebrata l’8 dicembre, anniversario della fondazione del tempio del dio sull’Isola Tiberina ed era un rito di purificazione e propiziatorio. Oggi la navigazione fluviale si limita a fini sportivi (canottaggio) e turistici, con battelli che dall’inizio degli anni Duemila percorrono tratti (uno verso monte, l’altro verso il mare) del corso romano del fiume, in particolare dal Ponte Duca d’Aosta all’isola Tiberina e da Ponte Marconi a Ostia Antica. Una visita di Roma sul Tevere è un modo originale per conoscere la città, guardandola dal punto di vista del suo compagno di sempre.

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