La rinomata Piazza del Popolo, a pochi passi dall’Hotel Centrale

L’Hotel Centrale si trova a circa 200 metri da Piazza di Spagna, via Condotti e Piazza del Popolo; quest’ultima fu l’ultima grande realizzazione della Roma papale e un ottimo esempio di stratificazione architettonica, fenomeno consueto a Roma. Il nome deriva dal toponimo di ‘Popolo’, forse nome latino del ‘pioppo’, in base alla tradizione che ci fosse nella zona un boschetto di pioppi, oppure dalla dedica della chiesa di Santa Maria del Popolo, datata 1099 , al popolo romano che aveva permesso, a sue spese, la liberazione della zona da demoni e streghe. Nella piazza si svolsero nel tempo giochi, fiere e spettacoli popolari ma anche esecuzioni capitali. La sua entrata, per i visitatori che giungono da Nord, reca l’iscrizione “per un ingresso felice e fausto”. Tre sono i monumenti da segnalare nella piazza: l’Obelisco Flaminio, il gruppo delle tre Chiese (Santa Maria del Popolo, Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli) e la Porta Flaminia. L’obelisco si trova al centro della piazza; egizio dei tempi del faraone Ramesse II, è il più antico ed il più alto di Roma (24 metri) dopo quello Lateranense e fu portato a Roma da Augusto. Nel 1589 Sisto V lo fece trasferire qui dal circo Massimo. La basilica di Santa Maria del Popolo venne eretta sul sepolcro dei Domizi dove Nerone fu sepolto nell’XI secolo ma venne poi ricostruita nella seconda metà del Quattrocento (da dove deriva l’aspetto rinascimentale) e restaurata alla metà del Seicento da Gian Lorenzo Bernini (da qui l’impronta barocca). La chiesa ospita i capolavori del Caravaggio “Conversione di San Paolo” e “Crocifissione di San Pietro”, oltre alle architetture di Raffaello Sanzio e del Bramante. Le due chiese gemelle, come vengono chiamate Santa Maria in Montesanto (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678), sono barocche e alla loro bellezza contribuì Bernini, che lavorò anche alla facciata interna della Porta Flaminia o del Popolo. Dopo varie trasformazioni, la piazza fu risistemata da Giuseppe Valadier all’inizio dell’Ottocento, che le diede l’attuale forma ellittica, con due fontane sugli emicicli: una, verso fiume, raffigurante Nettuno tra due Tritoni; l’altra, sotto il Pincio, con la dea Roma affiancata dal Tevere e dall’Aniene.

Advertisements

Tag: , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: