Roma nei film, da “Vacanze romane” a “To Rome with love”

Roma filmRoma, capitale dell’amore, è stata resa celebre secondo questa interpretazione dal film del 1953 “Vacanze romane” (“Roman Holiday”), diretto da William Wyler e interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn. La trama è nota: una principessa in visita ufficiale a Roma si sottrae alla sorveglianza e se ne va in incognito per la città in compagnia di un giornalista americano che fiuta il grande colpo. Tra i due nasce una romantica simpatia ma la fine è dettata dal senso del dovere: la principessa torna alla sua vita, serbando ricordi memorabili della città eterna e il giornalista al suo lavoro, tenendo segreta la giornata meravigliosa trascorsa con l’erede reale. In questo lungometraggio la città eterna riscopre la sua dimensione mitica, fiabesca e gioiosa simbolo della Dolce Vita. Nel film Roma è caotica e vitale, senza stereotipi né forzature; mescola l’immagine del folklore popolare con quella dell’incanto romantico all’interno di una favola dolceamara. Più che una fiaba, infatti, il film racconta un’avventura romantica, un’evasione che conosce il senso della misura. “To Rome with Love” è invece un film del 2012 scritto e diretto da Woody Allen ma senz’altro non uno dei suoi migliori… Interpretato da un cast di stelle, anche nostrane (Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penélope Cruz, Antonio Albanese, Ornella Muti…), il film racconta quattro storie diverse che si sviluppano sullo sfondo della capitale italiana che cambieranno per sempre la vita dei protagonisti. Un uomo qualunque viene inspiegabilmente travolto da un’ondata di popolarità che gli stravolge la vita; due sposini di provincia si perdono per la città e si cornificano a vicenda rispettivamente con un ladro ed una prostituta; la famiglia di una turista americana, innamorata di un giovane romano, si incontra (e scontra) con quella italiana a causa dell’enorme distanza per mentalità e cultura;  un giovane studente d’architettura statunitense è attratto dall’irrequieta migliore amica della fidanzata. La Roma di Woody Allen, piena di turisti americani, è  bellissima e fotografata con una luce straordinaria ma un po’ stereotipata. Allen ridicolizza la città, gli Italiani e i loro (mal)costumi guardandoli attraverso con occhio sintetico e cinico: tutti gesticolano, spuntano i nani e le ballerine, realtà e finzione si confondono…

Rome, the capital of love, has been made famous in this interpretation from the 1953 film “Roman Holiday”, directed by William Wyler and starring Gregory Peck and Audrey Hepburn. The plot is familiar: a princess on an official visit to Rome escapes the surveillance and goes incognito for the city in the company of an American journalist who smells the big shot. A romantic sympathy grows between them but the end is driven by a sense of duty: the princess goes back to her life, keeping great memories of the eternal city and the journalist to his work, keeping secret the wonderful day spent with the royal heir. In this feature, the eternal city rediscovers its mythical, fabulous and joyous dimension, the symbol of the Dolce Vita. In the movie Rome is chaotic and vital, without stereotypes or forcing; it mixes traditional folklore with the image of the romantic enchantment in a bittersweet tale. More than a fairy tale, in fact, the film tells a romantic adventure, an escape that knows the sense of proportion. “To Rome with Love” is instead a movie of 2012 written and directed by Woody Allen, but certainly not one of his best… Starring a cast of stars, even Italian (Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Antonio Albanian, Ornella Muti…), the film tells four different stories that develop on the background of the Italian capital that will forever change the lives of the protagonists. An ordinary man is inexplicably engulfed by a wave of popularity that disrupts his life; a couple of newlyweds from the province lose for the city and betray each other respectively with a thief and a prostitut; the family of an American tourist, in love with a young Roman, meets (and clashes) with the Italian family due to the huge distance to the mentality and culture; a young US student of architecture is attracted by his girlfriend’s lively best friend. Woody Allen’s Rome, full of American tourists, is beautiful and photographed with an extraordinary light but a little stereotypical. Allen ridicules the city, the Italians and their (mal)practice, watching them through a synthetic and cynical eye: all gesturing, dwarves and dancers appear, reality and fiction mix up…

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